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Estate in città. Quali “cose striscianti” (dal greco “Herpeton”) possiamo incontrare, con un po' di fortuna, nel capoluogo e nei suoi dintorni?
Nel territorio comunale di Bolzano troviamo tutte le specie autoctone di lucertole, serpenti, caudati e rane, ad eccezione della salamandra alpina, della raganella e del tritone punteggiato. Direttamente in città non ci imbattiamo in specie velenose, perché sono molto sensibili al disturbo. Invece, i caldi pendii a sud di Bolzano costituiscono l'unica zona in tutta Europa in cui si sovrappongono gli habitat dei tre serpenti velenosi alloctoni: la vipera comune, il marasso e la vipera dal corno.

Di che tipo di ambiente ha bisogno l'erpetofauna?
Stagni, acquitrini, zone umide sono ovunque importanti per le popolazioni di anfibi. Anche le pietraie sono fondamentali. A Bolzano abbiamo anche un numero particolarmente grande di rospi comuni, rane montane, rospi smeraldini, rane dei fossi e rane verdi. Anche le aree incolte della città con presenza di pozzanghere offrono condizioni di vita favorevoli, per esempio agli ululoni dal ventre giallo. Uno svantaggio, e quindi un pericolo per questi animali, è costituito dal fatto che migrano: le nostre strade trafficate, i canali di scolo e i tombini da cui non riescono più ad uscire, la densità di costruzioni e quindi il restringimento del loro habitat
- tutto questo rende difficile la vita all'erpetofauna. Gli anfibi sono indicatori di un ambiente intatto e pulito. In tutto il mondo, sono tra le classi di animali più minacciati dall'inquinamento delle acque.

Cosa dovrebbero sapere tutti/e su serpenti e anfibi?
Iniziamo dai serpenti: in Alto Adige ci sono solo tre tipi di serpenti velenosi, ovvero le specie di vipere menzionate sopra. Tutti gli altri serpenti che incontriamo
durante le nostre escursioni sono innocui, e generalmente si danno alla fuga. Bisogna saper riconoscere un serpente velenoso che potremmo incontrare nella nostra provincia: si distinguono dalle scaglie cornee che ricoprono la testa (più piccole), dalla forma della testa stessa (triangolare e ben distinta dal resto del corpo) e soprattutto dalle pupille degli occhi, che nelle specie velenose sono a fessura verticale, mentre in tutti gli altri serpenti sono rotonde. Infine nel morso della vipera si distinguono le due punture distinte delle zanne velenose, mentre i morsi di serpenti innocui lasciano solo un'impronta della mandibola. Per quanto riguarda invece rane e rospi: non dovremmo  mai toccarli con le nostre mani, troppo calde per loro. La temperatura della nostra pelle rappresenta un serio problema per i loro corpi a sangue freddo. È come se noi ci sedessimo su una piastra del fornello accesa. Se dobbiamo raccogliere rane, rospi, o anfibi per salvarli o spostarli, dovremmo prima bagnarci le mani.

Vedi www.herpeton.it: approfondimenti da parte di esperti e norme sulla protezione della fauna autoctona e sulla detenzione di animali esotici. Se avvistate rettili o anfibi nella zona, l’associazione raccoglie volentieri suggerimenti e foto. Feedback garantito.