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Vista dalla navata centrale della chiesa del Duomo di Bolzano verso l'altare, con un affresco e delle statue di alcuni personaggi storici in sottofondo.Il cimitero di Bolzano è un luogo di alta cultura e tradizione che racconta la storia e le vicende accadute nella città.Una scultura in pietra di un leone che tiene uno scudo sotto la zampa è posta accanto ad un edificio.Una maestra vestita di nero indica a tre bambini biondi cosa vedere all'interno del museo.Un gruppo di amici ha già superato Piazza Vittoria e sta per attraversare il Ponte Talvera.Stanza di un museo illuminata coi led, addobbata con dei quadri di arte contemporanea per accogliere i visitatori.Vista in una giornata di sole su una chiesa tradizionale a Bolzano. Accanto un vecchio campanile che segna le 4 del pomeriggio.

Luoghi di interesse

Bolzano: cosa vedere

Bolzano rispecchia chiaramente il luogo d’incontro e di scambio fra diverse culture. Nell’arte convivono ad esempio pittura giottesca e opere di scuola gotica, mentre nell’architettura salta subito all’occhio il singolare contrasto tra la città storica e quella nuova, divise dal torrente Talvera.

Visitare la città, significa scoprire le numerose particolarità che nascono dall'incontro tra Mediterraneo ed Europa centrale. Venite a scoprire i tesori artistico-culturali di Bolzano: chiese, monumenti, strade e piazze storiche, musei e castelli.

Qui sotto potete consultare gli orari di apertura di tutte le attrazioni turistiche a Bolzano. L'itinerario storico-artistico e la Cityguide sono disponibili presso l'Ufficio Informazioni.

  • City Guide 2021
  • Itinerario storico artistico
  • Guida multimediale TOUR LIS: TOUR LIS è una video-guida turistico-culturale multimediale della città di Bolzano in lingua dei segni italiana (LIS) destinata a turisti non udenti. Consultabile anche dal computer di casa, la video-guida è tuttavia ideata e sviluppata per essere utilizzata direttamente sul luogo di visita da dispositivi portatili (come smart-phone, i-phone e tablet).

Nel giro di appena un decennio nella città di Bolzano sono fioriti numerosi musei per custodire, riordinare e far conoscere un inestimabile patrimonio culturale rimasto nell'ombra per secoli. Oltre a Ötzi, l'Uomo del Similaun, protagonisti dei musei cittadini sono anche la natura, gli usi e costumi locali, i culti religiosi e l'arte moderna e contemporanea.

Numerosi musei di Bolzano collaborano fra loro per organizzare iniziative comuni. Tra le più importanti spicca senza alcun dubbio la "Lunga Notte dei Musei" che si tiene solitamente nel mese di novembre.

Museo Archeologico dell'Alto Adige

Dal 1998 la dimora della celebre mummia Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio. Oltre alla mummia originale di 5300 anni fa, i suoi indumenti e l’equipaggiamento, il museo espone tutte le sfaccettature del fenomeno “Ötzi”: dalle condizioni di vita nell’età del rame ai più recenti risultati della ricerca scientifica e archeologica fino alle curiosità che hanno accompagnato la “seconda vita” di Ötzi.

Info: T. +39 0471 320100
www.iceman.it

Museo Civico

Dal 24 novembre 2011 il Museo Civico di Bolzano espone al pubblico una parte delle sue collezioni, in sei sale del primo piano e nella torretta sommitale. L'allestimento proposto, in forma provvisoria, vista l'apertura limitata, intende volutamente ricordare che si tratta di un primo passo, al fine di restituire il Museo Civico alla città, nella sua interezza. Sono esposte circa 200 opere dall'VIII al XX secolo.

Via Cassa di Risparmio, 14
Info: T. +39 0471 997960

Museo di Scienze Naturali

Il Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige è ospitato nell'antica sede amministrativa dell'Imperatore d'Austria, Massimiliano I. Su una superficie di 100 mq viene rappresentata la varietà del paesaggio altoatesino, in particolare la genesi delle Dolomiti. La principale attrazione è l'acquario marino. Particolarmente apprezzate sono inoltre le mostre itineranti.

Info: T. +39 0471 412964
www.museonatura.it

Museion – Museo di arte moderna e contemporanea

L'edificio, progettato dallo studio di architettura KSV Krüger Schuberth Vandreike di Berlino, è concepito come centro per la cultura contemporanea e ambisce a occupare uno spazio importante nel panorama museale italiano. Il museo espone arte moderna, spingendosi oltre il mainstream internazionale. Allo stesso tempo esso costituisce un punto di riferimento per l'arte locale e si adopera per rappresentare diversi generi come architettura, film, performance o teatro.

Info: T. +39 0471 223411
www.museion.it

Museo Mercantile

Allestito nel Palazzo Mercantile, già sede del prestigioso Magistrato Mercantile istituito nel 1635, il museo ripercorre la storia economica della città di Bolzano. L'itinerario cronologico propone diverse sale riunioni, la stanza del cancelliere, il salone d'onore con gli arredi, documenti di archivio, quadri e oggetti d'arte originali.

Info: T. +39 0471 945702

Museo della scuola

Le collezioni del Museo della Scuola Schulmuseum si presentano sotto una nuova veste e presso una nuova sede, un palazzo rinascimentale anche noto come ex Agnello e già "vecchia scuola di Rencio" a Bolzano.

Al Museo della Scuola della Città di Bolzano è possibile conoscere, attraverso i molteplici aspetti della vita scolastica, i caratteri peculiari di un'epoca: i visitatori possono ricostruire l'esperienza storica vissuta dalle tre culture che abitano questa terra (italiana, tedesca, ladina) con l'ausilio di materiali didattici, fotografie, pagelle, documenti, arredi e cartelloni.

Info: T. + 39 0471 997581 / 997588
via Rencio 51/B
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
comune.bolzano.it/museodellascuola

Museo del tesoro del duomo

Il museo mostra una splendida collezione di corredi sacri di età barocca rinvenuti nell'area tirolese. Accanto ai preziosi paramenti liturgici e ai gonfaloni dipinti da rinomati pittori, il museo si distingue anche per i pregiati prodotti di oreficeria del XVIII secolo.

Info: T. +39 0471 978676

MMM – Messner Mountain Museum Firmian

Nello straordinario progetto museale dell'alpinista Reinhold Messner, Castel Firmiano occupa certamente un posto di rilievo. Il cuore del museo si snoda tra torri, sale e cortili ed offre al visitatore una visione d'insieme sull'universo della montagna o, più nello specifico, sul rapporto con l'uomo. Le opere esposte, i quadri, i cimeli e i reperti naturali raccontano di questo rapporto, del legame con la religione, della maestosità delle vette più famose, della storia dell'alpinismo fino all'odierno turismo alpino. Ogni anno il percorso è arricchito da una mostra temporanea.

Info: T. +39 0471 631264
www.messner-mountain-museum.it

Percorso espositivo nel Monumento alla Vittoria

BZ '18-'45. Un monumento, una città, due dittature. Il percorso espositivo, aperto nel luglio del 2014, illustra la storia del Monumento alla Vittoria, ripercorrendo le vicende storiche locali nel contesto degli avvenimenti nazionali e internazionali degli anni compresi tra le due guerre mondiali. L'ingresso al monumento è gratuito, così come le visite guidate per scolaresche e gruppi di minimo 10 persone (previa prenotazione - T.+39 0471 095474). 

Info:
Ripartizione servizi culturali – Città di Bolzano
Via Portici 30
I-39100 Bolzano
Tel. 0471 997581 / 997588
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www.comune.bolzano.it/cultura

Percorso espositivo nella Casa Semirurale

Da maggio 2015 è aperta al pubblico la Casa Semirurale di via Bari 11 a Bolzano con un percorso espositivo dedicato alla storia e alla memoria del quartiere Don Bosco.

Scarica il volantino.

Casa Semirurale

Via Bari 11  Bolzano
Info: T. + 39 0471 997581 / 997582
www.comune.bolzano.it/cultura
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Fondazione Antonio Dalle Nogare

La Fondazione Antonio Dalle Nogare nasce per promuovere l’arte contemporanea, intesa come linguaggio per leggere i cambiamenti della società, come strumento di dialogo tra arte, architettura, innovazione e ricerca artistica e come mezzo per stimolare la partecipazione di diverse tipologie di pubblico. Ingresso gratuito.

La visita alla Fondazione è possibile nei seguenti giorni e orari:

Venerdì dalle 17.00 alle 19.00 (visita guidata ore 18)
Sabato dalle 10.00 alle 18.00 (visita guidata ore 11)
Da martedì a giovedì su appuntamento scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Via Rafenstein 19
I-39100 Bolzano
Tel. 0471 971626
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.fondazioneantoniodallenogare.com

Cinè Museum

Il museo espone tecnologia cinematografica e televisiva: macchine di proiezione di varie epoche, telecamere, moviole, banchi di montaggio, videoproiettori, pellicole film nonché documenti storici, manifesti, documentari e altre testimonianze della storia del cinema nella regione. Propone rassegne cinematografiche, conferenze, attività di mediazione e didattiche, casting.

www.cinemuseum.eu

Castel Roncolo

Situato all'imbocco della Val Sarentina, a nord della città, il castello è comodamente raggiungibile a piedi percorrendo la verde passeggiata del Lungo Talvera oppure in bicicletta lungo la pista ciclabile. Edificato nel 1237 su uno spuntone di roccia, il castello è stato più volte ampliato e restaurato e conserva splendidi affreschi che narrano scene di vita cortese, episodi di caccia, tornei cavallereschi e momenti di vita quotidiana. Non mancano gli spunti letterari come la rappresentazione delle avventure di Tristano e Isotta e quelle di Artù con i suoi Cavalieri della Tavola Rotonda. Trattasi del ciclo di affreschi a soggetto profano più grande e meglio conservato del Medioevo. Molto interessanti anche le manifestazioni culturali e le mostre che animano periodicamente la corte e le sale del castello. All'interno un servizio di ristorazione offre la possibilità di degustare gastronomia tipica locale in un ambiente medievale.

Info:
Via S. Antonio 15
39100 Bolzano
T. 0471 329808

Museo Kreuzer

Nel 2017 il magistrato, imprenditore e collezionista bolzanino Josef Kreuzer donò alla Provincia di Bolzano la sua collezione di oltre 1.500 opere di circa 300 artisti del Tirolo, dell’Alto Adige e del Trentino, insieme al palazzo che la ospita in pieno centro storico a Bolzano, a condizione di farne un museo accessibile al pubblico.

Info:
Via Argentieri 10
39100 Bolzano
T. 0471 131621

Tra i tesori di Bolzano, un posto di rilievo lo occupano sicuramente le tante chiese e conventi disseminati tra le vie principali e le stradine più nascoste.

La storia di Bolzano si racconta anche grazie ai chiostri, le arcate e gli affreschi dei diversi stili architettonici che hanno contribuito allo sviluppo e alla bellezza della città, tanto da affascinare ancora oggi turisti e bolzanini.

Duomo

La chiesa dedicata a Maria Assunta è concattedrale della Diocesi Bolzano – Bressanone e si tratta della più importante chiesa gotica della regione. Sorge sul sito di una basilica paleocristiana, una altomedievale e una romanica consacrata nel 1180, successivamente modificata da maestranze lombarde e ultimata da maestranze sveve alla fine del ‘300. Il campanile alto 65 metri è opera dell'architetto svevo Hans Lutz von Schussenried (1519).

All’esterno sul lato nord si trovano il Crocefisso di scuola veronese con un’immagine votiva raffigurante il pellegrino Ulrico colpito da una campana e la Porticina del Vino, anche detta Porta della Sposa, presso la quale era concessa la vendita del vino secondo un antico privilegio.

Sul lato ovest il portale romanico con protiro e leoni stilofori, il rosone ristrutturato dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la porta in bronzo di Defner e l'affresco attribuito a Friedrich Pacher della Madonna con Bambino (1475).

All'interno tre navate della stessa altezza (Hallenkirche), il pulpito gotico scolpito in arenaria da Hans Lutz von Schussenried, l'altare barocco in marmo policromo (1720) dei veronesi Ranghieri e Allio, il Crocefisso (1420), la cappella barocca delle Grazie aggiunta nel 1745 con gli affreschi di Karl Henrici (1771), sull'altare la venerata statua di Maria Lactans di scuola veronese del 1200. Nella cripta situata sotto l'ala maggiore è sepolto l'arciduca Ranieri d'Austria, morto a Bolzano nel 1853.

Sul sagrato meridionale dell'edificio il monumento a Peter Mayr, comandante degli Schützen, sostenitore della ribellione contro il dominio francese e fucilato il 20 febbraio 1810. Il progetto è stato realizzato da Georg von Hauberrisser di Monaco.

Chiesa dei Domenicani

I frati Domenicani si stabilirono a Bolzano nel 1272 ed edificarono una chiesa a navata unica all'interno di un complesso conventuale.

Una parte dell'antica struttura è oggi il Conservatorio di Musica, sede del prestigioso concorso pianistico internazionale Ferruccio Busoni, della Galleria Civica, di mostre e altre importanti istituzioni culturali.

Nel ‘600 e ‘700 la chiesa fu decorata con volte gotiche ed elementi. Al suo interno sono conservati una pala del Guercino e prestigiosi esempi di pittura bolzanina del Trecento.

Il gioiello artistico è la cappella di San Giovanni, che conserva un ciclo di affreschi di scuola giottesca ed è uno splendido esempio di arte del ‘300. La decorazione fu commissionata dal capofamiglia fiorentino de' Rossi, naturalizzato von Botsch. Particolarmente significative sono le scene della vita di San Nicolò, il Trionfo della Morte, la fuga in Egitto e la tortura di San Bartolomeo.

Nel chiostro attiguo (ingresso da piazza Domenicani) si possono ammirare alcuni affreschi di Friedrich Pacher databili 1496. Le pitture murali raccontano le tappe della vita di Cristo. Dal chiostro è possibile entrare nella Cappella di Santa Caterina, dove sono conservati affreschi giotteschi del ‘400.

Chiesa e convento dei Francescani

I Francescani si stabilirono in città nel 1221. L'edificio attuale risale alla prima metà del Trecento, ma il soffitto originale, piano e con un coro poligonale, fu sostituito da volte quattrocentesche.

Il chiostro è uno splendido esempio gotico che sostituisce il romanico della prima costruzione. Numerosi sono gli affreschi di varia epoca con esempi di scuola giottesca, del Sei- e Settecento. La chiesa conserva un magnifico altare ligneo di Hans Klocker di Bressanone (legno dipinto – 1500) dedicato alla Natività.

Il coro della chiesa è impreziosito dalle vetrate moderne di Widmoser.

Chiesa dei Cappuccini

La chiesa è dedicata a Sant'Antonio da Padova ed è stata costruita attorno al 1600, nell'area in cui si trovava Castel Wendelstein dei Conti di Tirolo. Essa conserva una grandiosa pala di Felice Brusasorci (1600), sopra l'altare maggiore, ed esempi di manierismo nelle cappelle di Maria Assunta e in quelle di S. Sebastiano e S. Giovanni.

Chiesa di San Giorgio

La Chiesa di San Giorgio risale al XV secolo. Si tratta di un edificio realizzato in stile gotico e che ospita, al giorno d'oggi, l'ordine Teutonico. Al suo interno è possibile ammirare una collezione di stemmi, un altare in marmo policromo, una pala d'altare realizzata da Martin Knoller e una serie di oggetti artistici di grande valore.

Chiesa di San Giovanni in Villa

Consacrata nel 1180, la chiesetta rappresenta un gioiello per la città. La semplice architettura del corpo centrale è arricchita dal bel campanile con trifora e bifora del primo Trecento. La decorazione pittorica interna è eccezionale: artisti girovaghi di scuola giottesca introducono un nuovo stile plastico e una tecnica ad affresco eccezionale che rivelano straordinaria capacità artistica e interpretativa.

San Martino in Campiglio

Grazie alla collaborazione con la Parrocchia del Duomo e con il Touring Club Italiano, l’Azienda di Soggiorno di Bolzano apre in via straordinaria questa piccola chiesa in tardo stile romanico consacrata nel 1180; l’interno è ricoperto di pregiati affreschi di scuola bolzanina del XV secolo.
Durante gli orari dell’apertura straordinaria viene sospeso il divieto di sosta in via Innsbruck dalla parte della chiesetta; si sconsiglia di raggiungere la chiesetta con i mezzi pubblici a causa della mancanza di un attraversamento pedonale in via Innsbruck.

La chiesetta è visitabile di sabato ore 14 - 16, da inizio maggio a fine ottobre.

Chiesa Abbaziale di Gries

La parte più antica del monastero risale al 13mo secolo e fu commissionata dai Conti Morit Greifenstein. All'inizio il convento era abitato da Monaci agostiniani. Distrutto durante le guerre Napoleoniche, fu secolarizzato nel 1807 dal Regime bavarese. Nel 1845 l'imperatore austriaco donò il convento ai Monaci benedettini di Muri in Svizzera. Da Chiesa abbaziale è dedicata a Sant'Agostino e conserva pregiati affreschi di Martin Knoller. Negli orari di apertura é consentito l'accesso fino al cancello interno.

Vecchia Chiesa Parrocchiale di Gries

Vicino a piazza Gries sorge la Vecchia Chiesa Parrocchiale gotica, situata in un antico cimitero,  che custodisce due tesori di grande pregio: un altare a scrigno realizzato in legno dal celebre Michael Pacher (1471-75) considerato un capolavoro di arte gotica e annoverato uno fra i meglio conservati altari lignei a scrigno e a portelle della zona e un crocefisso romanico del 1200 presumibilmente di provenienza estera.

La chiesa è visitabile da lunedì a venerdì ore 10 – 12 da inizio maggio a fine ottobre.

Chiesa di Santa Maddalena a Prazöll

Naturalmente la collina al margine est della conca di Bolzano, dal clima molto favorevole, era già abitata da lungo tempo, come dimostra il ritrovamento di cocci preistorici. Dal buio del medioevo, la località e il vino di Santa Maddalena entrano nella luce della storia appena con un documento del 1170 – 1174, in cui “Otacher von Berg” dona dei vigneti situati a “Placedell” (oggi Prazöll) al capitolo del duomo di Bressanone. Non ci è noto quando i vignaioli circostanti abbiano eretto in onore della loro patrona una chiesa; essa viene nominata espressamente per la prima volta nel 1295 e, da quanto si deduce dalle opere murarie, non dev’essere sorta molto prima. Il valore artistico della chiesa di Santa Maddalena è dato dalle pregevoli pitture, che rivestono tutto l’interno; esse furono eseguite in due riprese, in epoche differenti. 

La chiesetta è visitabile di venerdí e sabato ore 16 - 18, da inizio maggio a fine ottobre.

Chiesetta di San Vigilio e Chiesa del Calvario

La chiesetta di San Vigilio custodisce affreschi gotici raffiguranti la “storia di Maria” e la “storia di San Vigilio”. La chiesa del Santo Sepolcro risale alla fine del 1600, è in stile tardo barocco ed è stata progettata dagli architetti Pietro e Andrea Delai; custodisce pregevoli affreschi e stucchi.

Le chiese sono visitabili di mercoledí dalle ore 15 alle 16.

Su tutto il territorio altoatesino sono disseminati numerosi castelli e residenze fortificate. Tra integri e ruderi se ne contano ben 400, in buona parte sono visitabili e molti sono nascosti negli angoli meno accessibili e più nascosti della provincia. Bolzano stessa è ricca di castelli, che non rappresentano un semplice contorno ma la storia più autentica della città.

Castel Roncolo, il maniero illustrato

Situato all'imbocco della Val Sarentina, a nord della città, il castello è comodamente raggiungibile a piedi, percorrendo la verde passeggiata del Lungotalvera, oppure in bicicletta lungo la pista ciclabile. Collegamenti anche con il bus di linea n°12. Alla base del castello si trova il parcheggio gratuito per automobili e biciclette.

Edificato nel 1237 su uno spuntone di roccia, il castello è stato più volte ampliato e restaurato e conserva splendidi affreschi che narrano scene di vita cortese, episodi di caccia, tornei cavallereschi e momenti di vita quotidiana. Non mancano gli spunti letterari come la rappresentazione delle avventure di Tristano e Isotta e quelle di Re Artù, con i suoi cavalieri della tavola rotonda. Trattasi del ciclo di affreschi a soggetto profano più grande e meglio conservato del Medioevo.

Molto interessanti anche le manifestazioni culturali e le mostre che animano periodicamente la corte e le sale del castello. All'interno un servizio di ristorazione offre la possibilità di degustare gastronomia tipica locale in un ambiente medievale.

https://www.runkelstein.info/home-ita

Castel Mareccio, mura antiche nel vigneto

Sito a ridosso del centro storico cittadino, immerso in un vigneto di pregiate uve Lagrein, con un incantevole vista sul Catinaccio-Rosengarten, il castello del XIII secolo è stato ristrutturato negli anni '80 e adibito a centro congressuale con sale espositive.

È sicuramente una delle strutture più interessanti ed esclusive per ospitare convegni, seminari, banchetti, concerti, serate culturali e mostre. Le sue sale, impreziosite da affreschi, dispongono di un'attrezzatura congressuale moderna e funzionale. Particolarmente suggestiva la veduta del castello dall'attigua passeggiata Lungotalvera. Parcheggio Adiacente.

https://www.maretsch.info/mareccio

Castel Flavon

Castel Flavon è aperto al pubblico come ristorante e luogo adibito a feste e ricevimenti. Per raggiungerlo si deve attraversare il rione Aslago: la strada s'inerpica fino al promontorio roccioso su cui si trova il castello (parcheggio). Da qui è possibile approfittare di una bella visuale sulla piana dell'Adige e sulla città di Bolzano in direzione nord (altipiano del Salto, Val Sarentino, Renon). Il castello conserva inoltre pregevoli affreschi del 1500.

www.haselburg.it

MMM - Messner Mountain Museum Firmian

Situato al margine sud-occidentale di Bolzano, il castello è considerato uno degli emblemi dell'Alto Adige. Il nome originario "Formigar" deriva dal latino "formicaria". Nella seconda metà del Quattrocento fu acquistato dal duca Sigismondo il Danaroso, conte di Tirolo, che lo trasformò nel più grande e prestigioso dei suoi castelli dandogli il nome di "Sigmundskron" (corona di Sigismondo). Oggi è sede del museo della montagna di Reinhold Messner MMM Firmian.

Info:
Via Castel Firmiano, 53
39100 Bolzano
T. 0471 631264

Portici

Cuore del borgo commerciale medievale, caratteristica che ha conservato fino ad oggi con la sequenza senza soluzione di continuità di negozi, taluni tipici e tradizionali, altri moderni e raffinati. Le facciate sono un'allegra sequenza di tratti architettonici diversi: gli erker (finestra ad arco), le decorazioni a stucco, i colori pastello, il balcone di palazzo Mercantile, i porticati che si alternano in varie altezze e con varie decorazioni. Particolarmente belli sono quelli del Vecchio Municipio, ora sede nell'Archivio Storico Comunale, costruiti a sesto acuto con belle decorazioni a fresco. Interessanti sono anche i vicoli che collegano alle vie parallele che mostrano la sequenza architettonica degli edifici e i vari usi dei corpi abitativi (negozio, magazzino, cantina, androni, laboratori sono solo alcune delle destinazioni).

Via Dr. Joseph Streiter

Porta il nome del poeta, giurista e sindaco di Bolzano nella seconda metà del XIX secolo. Essa corrisponde al fossato nord del primo borgo medievale, i cui edifici del lato meridionale corrispondono al corpo di fabbrica di quelli settentrionali dei Portici. L'inizio della via costituisce, specie in estate, un angolo di Bolzano molto affascinante: sui banchi del pesce è allestito un originale bar all'aperto, negozi, decorazioni e locali creano un'atmosfera particolare e unica. La strada è attraversata da più archi che le conferiscono un carattere medievale. Il civico 25 corrisponde all'ingresso dell'Antico Municipio.

Via Bottai

Una delle vie più tipiche del centro con le belle insegne in ferro battuto, le numerose locande e lo storico albergo Luna Mondschein. All'estremità settentrionale della via si trova il Museo di Scienze Naturali, situato nella sede amministrativa dell'Imperatore e conte di Tirolo Massimiliano I (costruita nel 1512). Nei pressi del museo si trovano le storiche locande “Cavallino Bianco” e “Ca' de Bezzi”, luogo amato da vari artisti.

Via Argentieri

Parallela ai Portici ne costituiva il fossato meridionale. È ben visibile l'entrata al Museo Mercantile nell'omonimo palazzo, poi Casa Troilo, affrescata e con una torretta angolare e angusto collegamento con i Portici.

Piazza Walther

Detta anche il "salotto buono" della città, la piazza venne realizzata nel 1808 per volontà del re Massimiliano di Baviera, di cui portò inizialmente il nome. Successivamente fu intitolata all'arciduca Giovanni d'Austria (Johannesplatz) e, nel 1901, venne dedicata a Walther von der Vogelweide (1170-1230), uno dei maggiori poeti-cantastorie tedeschi del medioevo. Dopo l'annessione dell'Alto Adige all'Italia, la piazza portò il nome di re Vittorio Emanuele III e solo nel secondo dopoguerra venne ripristinato il nome del poeta tedesco.

Al centro della piazza troneggia il monumento dedicato a Walther. Di stile neoromanico, fu scolpito in marmo bianco di Lasa dallo scultore venostano Heinrich Natter (1889). Nel 1935 le autorità comunali fasciste ne disposero il trasferimento in un luogo più appartato della città (parco Rosegger-via Marconi). Il monumento fu ricollocato nella piazza nel 1985.

Via e Piazza della Mostra

Sede d'importanti palazzi quali Campofranco (angolo con piazza Walther e cortile interno), Menz e Pock, già sede del prestigioso albergo e ora ristorante “Zur Kaiserkron'”. Sotto la locanda Fink si trovava il carcere cittadino con alloggio della guardia.

Galleria Sernesi ed Europa

Prestigiose gallerie commerciali che collegano la sede della Libera Università di Bolzano a via Goethe e a via Museo.

Vicolo della Pesa

Diversi vicoli e passaggi collegano via Portici con le vie retrostanti e parallele Dr. Streiter e Argentieri. Attraverso uno di essi, il vicolo della Pesa, è possibile raggiungere piazza del Grano, dove in passato si teneva il mercato dei prodotti agricoli. Si tratta del più antico nucleo urbano di Bolzano, attorno al quale sorgevano il castello dei principi vescovi di Trento (demolito da Mainardo II di Tirolo nel 1277) e la chiesa di Sant'Andrea, demolita nel 1785. A nord della piazza si trova uno degli edifici più pittoreschi della città: la casa della Pesa (1634), sede della pesa pubblica fino al 1780.

Casa della Pesa

Bell'edificio del 1634 sul cui fianco s'intravede parte dell'antica muratura, sede della pesa pubblica fino al 1780. Oggi, dopo un lavoro di restauro, ospita diverse associazioni culturali della città, la sede dell’Euregio e il Waag Café.  Di fronte una targa ricorda la chiesa di Sant'Andrea (demolita nel 1785) e davanti si può ammirare la pittoresca Piazza del Grano, impreziosita da bei negozi e locali, una volta sede del mercato del grano e altri prodotti agricoli. Si tratta del primo nucleo urbano di Bolzano con il castello dei principi vescovi di Trento, fondatori della città. Il castello è stato probabilmente demolito da Mainardo II di Tirolo nel corso di una delle sue incursioni per ottenere il controllo dell'importante borgo commerciale (1277).

Piazza delle Erbe

Nella colorata e vivace piazza delle Erbe, cuore pulsante del centro storico, tiene quotidianamente banco (fatta eccezione per il sabato pomeriggio, la domenica e i festivi) il famoso mercato di frutta e verdura. All'angolo con via Portici si trova la fontana del Nettuno, ornata con una statua e con coppe a conchiglia in bronzo realizzate da G. Mayr di Fiè (1745). La fontana del Nettuno è stata classificata fra le cento più belle d'Italia e viene chiamata anche "Gabelwirt" (oste con la forchetta).

Sulla facciata della costruzione neogotica all'angolo con via Museo, una targa ricorda che lì si trovava l'antico albergo “Al Sole” in cui hanno soggiornato, tra il 1783 e il 1790, personaggi del calibro di Goethe, Herder e dell'Imperatore Giuseppe II.

Piazza Municipio

Incorniciata dai bei palazzi del Municipio a sud (in stile neobarocco con interessanti affreschi nella sala del Consiglio – 1907) e da Casa Amonn ad est (facciata decorata a stucchi in stile rococò, decorazioni a fresco sui restanti edifici), Piazza Municipio rappresenta l'inizio dei Portici ed è spesso sede di manifestazioni.

Piazza Stazione

Il tratto ferroviario Verona - Bolzano viene ultimato attorno alla metà del XIX secolo; la stazione ferroviaria risale al 1928 ed è opera di Angelo Mazzoni con diverse sculture allegoriche (elettricità, vapore, fiumi) opera di Franz Ehrenhöfer. La Fontana delle rane, situata di fronte, viene rifatta secondo l'originale del 1930, dopo i bombardamenti del secondo conflitto mondiale.

Bolzano è composta da numerosi quartieri molto diversi tra loro e che proprio per questo si amalgamano e compensano in maniera perfetta. Dal centro storico alla parte razionalista, dallo stile veneziano di San Quirino ai quartieri “popolari” dove sono ancora visibili le case “Semirurali”, dalla zona industriale hub di aziende e giovani start-up ai nuovi quartieri Firmian-Casanova circondati da vigne e meleti.

Gries

Un paese all’interno della città. È questo che si prova girando per le vie del quartiere di Gries, sembra di essere in un paese alpino, ma con caratteristiche mediterranee. Non è infatti raro incontrare palme, agavi e fichi d’india.

Annesso a Bolzano nel 1925, Gries è stato il luogo di cura e villeggiatura di molte personalità celebri del periodo austro-ungarico ospitate dagli eleganti alberghi e ville circondati da parchi, giardini e vigneti.

Gries si raggiunge oltrepassando il ponte Talvera da dove è visibile il Monumento alla Vittoria, costruito per volontà del regime fascista dal 1926 al 1928 su progetto di Marcello Piacentini. Dal 2014 ospita il percorso espositivo “BZ ’18-’45 – Un monumento, una città, due dittature” e ripercorre le vicende locali, nazionali e internazionali e la storia della città in questo particolare momento storico. Nell’omonima piazza si svolge il mercato del sabato e iniziano i “portici” di Corso Libertà che, attraversando Piazza Mazzini e fino in piazza Gries, ospitano svariate attività commerciali di ottimo livello e bar per gustosi aperitivi.

In piazza Gries si possono ammirare l’Abbazia dei Benedettini di Muri Gries e la chiesa di Sant’Agostino dove nel 1845 i Benedettini della svizzera Muri rilevarono il preesistente monastero agostiniano. La chiesa è un impeccabile esempio di stile barocco, impreziosito all’interno dagli affreschi di Martin Knoller. Il mastio dell’antica fortezza, ora torre campanaria, ospita la campana più grande dell’Alto Adige.

Vicino alla Piazza sorge la vecchia Parrocchiale di Gries in stile gotico che custodisce tesori di grande pregio: un altare a scrigno di legno realizzato nel 1475 da Michael Pacher, un crocefisso romanico del 1200 e un antico cimitero.

Nei pressi della stazione a valle della funivia di San Genesio si nasconde un gioiello di architettura moderna, il museo di arte contemporanea Fondazione Antonio dalle Nogare, che ospita una selezione di opere dalla collezione privata di Dalle Nogare ed è animato da mostre temporanee, workshop, performance e molto altro. Proseguendo su via Sarentina, si arriva a Castel Roncolo, il maniero illustrato.

Rencio e Santa Maddalena

Zona ad altissima vocazione vinicola, il bel quartiere è impreziosito su tutti i pendii da ordinati filari di viti.

Qui si coltiva soprattutto la schiava, vinificata perlopiù in Santa Maddalena (dal nome della collina), dal noto rosso color rubino. I masi costellano il fianco della collina e l’ordinato quartiere di Rencio. Da visitare la chiesetta del curato dedicata a San Lorenzo (prima testimonianza nel 1180, successivi rimaneggiamenti, abside rotonda e campanile del 1712), il Museo della Scuola e la chiesetta di Santa Maddalena, situata in posizione panoramica sulla sommità della collina, che custodisce un pregevole ciclo di affreschi del Trecento, ben conservato su tutte le pareti interne.

Europa-Novacella e Don Bosco

Proseguendo verso sud e costeggiando le passeggiate Lungo Isarco, nel quartiere di Europa-Novacella, tra innumerevole spiaggette naturali e curatissimi spazi verdi, si arriva fino al Parco delle Semirurali, nel quartiere di Don Bosco, costruito intorno ai i preziosi resti archeologici medievali di Santa Maria in Augia, e che ospita l’anfiteatro dove ogni anno (tolta la parentesi dettata dal Covid-19) si apre la stagione del Bolzano Festival Bozen, l’evento musicale clou dell’estate bolzanina. L’ultima casetta-museo che racconta la storia di questo vecchio quartiere operaio, il “Rione Dux”, nato negli anni Trenta per accogliere la forte immigrazione italiana favorita dal regime fascista, si trova a pochi metri dal parco, in via Bari 11. Oggi, il vecchio quartiere composto da 327 spartane casette a due piani con orticello annesso non esiste più, ma lo spirito di solidarietà e di condivisione e che regnava è sopravvissuto, come ricorda il grande murale di Oscar “Odd” Diodoro, raffigurante una caffettiera e due tazzine, su una facciata di un palazzo nella vicina Via Parma.

Gli amanti dell’architettura non potranno a questo punto rinunciare ad una visita a Casanova, il nuovo rione di espansione verso sud del quartiere di Don Bosco che, racchiuso fra i vigneti e sotto lo sguardo attento di Castel Firmiano, accoglie 3500 abitanti in 941 alloggi, ed è un esempio a livello nazionale di architettura ecologica destinata all’edilizia sociale, agevolata e privata residenziale.

Oltrisarco-Aslago

Se invece ci si sposta, sempre lungo passeggiate e ciclabili, sull’lato sinistro dell’Isarco, si raggiunge il quartiere di Oltrisarco-Aslago. Da via Santa Gertrude presso il campo CONI si sale lungo via Castel Flavon e ci si ricollega alla passeggiata nel bosco che porta appunto fino all’omonimo bellissimo castello, una rocca situata a 406 m di altitudine la cui storia risale fino al XII secolo e ai Signori di Haselberg, con ristorante panoramico, circondato da un bellissimo parco e dai vigneti della tenuta. La leggenda del Cavaliere di Castel Flavon rientra tra le storie raccontate nel percorso didattico all’interno del vicino Bosco dei Bricconi: un’oasi verde sopra al quartiere di Aslago, lungo il quale si trovano sei stazioni nelle quali grandi e piccini possono scoprire in modo divertente tanti segreti di questo bosco misto dalle magiche atmosfere.

Manlio Longon e Giannantonio Manci

Manlio Longon (1911–1944), direttore amministrativo della Società Anonima Italiana per il Magnesio e Leghe di Magnesio sita nella zona industriale di Bolzano, era a capo del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) della città, il comitato clandestino che aveva lo scopo di organizzare la lotta di liberazione dal nazismo in Alto Adige. Fu arrestato sul posto di lavoro il 15 dicembre 1944 e, dopo due settimane di detenzione e interrogatori, fu ucciso. A Manlio Longon a Bolzano sono dedicate una via e una Scuola Elementare. Giannantonio Manci (1901–1944) era invece il capo del CLN del Trentino. Fu catturato il 28 giugno del 1944 nel Basso Sarca con un’operazione gestita dalla Gestapo di Bolzano che pose fine alla resistenza trentina. Nel corso di un interrogatorio sembra si sia lanciato da una finestra del terzo piano (sede della Polizia e del Servizio di Sicurezza), per non tradire i compagni. Manci e Longon sono decorati di medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Il Lager

Il Lager nazista di transito di Bolzano si trovava nell’odierna via Resia (civico 80) al margine del quartiere operaio delle Semirurali. Fu in funzione dall’estate 1944 al 3 maggio 1945; nei pochi mesi della sua attività vi furono immatricolati migliaia di civili. Le ragioni degli arresti erano in massima parte politiche; numerosi anche gli ostaggi familiari e i deportati per motivi razziali (ebrei e nomadi). I deportati, provenienti dall’intera Zona di Operazioni nelle Prealpi e dalle regioni dell’Italia centro-settentrionale, venivano contrassegnati da un numero progressivo di matricola e da un triangolo di colore diverso a seconda della categoria. Non si conosce il numero esatto dei deportati nel Lager di Bolzano; fonti cartacee e testimoniali indicano la cifra di 11.000 immatricolazioni. Del Lager di Bolzano rimane oggi come unico manufatto originario il muro di cinta, cui nel 2003 è stato imposto il vincolo di interesse storico. L’areale in cui sorgeva il Lager, cinto dal muro, è terreno di proprietà privata sul quale dagli anni Sessanta non sorgono più le baracche in legno e in muratura del Lager ma un complesso di palazzi di edilizia intensiva. Oggi il passaggio della Memoria ospita un museo a cielo aperto che racconta la storia del Lager. Dietro alle lastre in vetro di una nuova installazione appaiono a rotazione i nomi degli 11 mila deportati transitati nei campi.

Galleria del Virgolo. Il lavoro coatto

Il lavoro era obbligatorio per i deportati del Lager di Bolzano. La Galleria del Virgolo è uno dei molti luoghi di lavoro in cui essi furono sfruttati. Questa galleria è stata scelta come luogo-simbolo perché a centinaia le deportate e i deportati vi lavorarono dall’inverno del 1944 alla primavera del 1945. Nell’autunno del 1944 nella Galleria del Virgolo erano stati trasferiti da Ferrara i macchinari dell’Industria Meccanica Italiana (IMI) che fabbricava cuscinetti a sfera per uso bellico. Qui è simbolicamente ricordato il lavoro coatto, eseguito anche nei numerosi campi dipendenti sparsi sul territorio provinciale da donne e uomini deportati del Lager di Bolzano.

Binario di via Pacinotti. I trasporti

Una fondamentale funzione del Lager di Bolzano è stata quella di far giungere nei Lager nazisti d’Oltralpe migliaia di civili italiani. Una rete di Lager di transito era stata costituita a questo scopo, e Bolzano è uno dei Lager per questo installati a Fossoli di Carpi (Modena), a Borgo San Dalmazzo (Cuneo) e a Trieste, che fu anche campo di eliminazione. Dalle testimonianze raccolte apprendiamo che dal binario di via Pacinotti partirono molti dei 13 trasporti per i Lager nazisti d’Oltralpe, carichi di uomini e donne deportati nel Lager di Bolzano. Il primo trasporto partì il 5 agosto 1944, l’ultimo il 22 marzo 1945. I Lager di destinazione dei 13 trasporti furono: Mauthausen (5 trasporti), Flossenbürg (3), Dachau (2), Ravensbrück (2), complesso di Auschwitz (1).

La memoria del Lager. Chiesa di S. Pio X

Presso la chiesa di S. Pio X, tra via Resia e via Piacenza, sorgono tre monumenti “decontestualizzati” dedicati alla memoria del Lager di Bolzano. Il primo di essi si trova sul fianco della chiesa lungo via Piacenza. È un’edicola dedicata alla Madonna Regina dei Martiri; risale al 1955 ed è stata collocata grazie all’impegno di don Daniele Longhi, arrestato nel dicembre 1944 in quanto membro del CLN e deportato nel Lager di Bolzano. Sul prato davanti alla Chiesa, lungo via Resia, sono collocati un cippo iscritto e una statua. Il cippo in porfido venne progettato da Guido Pelizzari nel 1965 e collocato nell’aiuola che tuttora si trova davanti al complesso abitato di via Resia 80. Sotto l’iscrizione era visibile una sommaria pianta del Lager e un piccolo rombo in cemento riportava le date “1945-1965”. Nel 1985 questo stesso cippo fu rimaneggiato, scalpellandone la pianta del Lager e riempiendo lo spazio con la dedica della Città di Bolzano nel 40. Anniversario della Liberazione. Fu tolto il rombo in cemento e incisa la data “1943-1945” sulla sommità del cippo. Nella stessa occasione venne deciso il trasferimento del cippo davanti alla Chiesa di S. Pio X. La statua vicina è stata ideata come completamento del cippo e venne qui collocata nel 1985. Essa è composta da una figura maschile e una femminile che urlano al cielo il dolore della loro tragica condizione tenendosi per mano. È opera dello scultore locale Claudio Trevi.

Targa dedicata a Josef Mayr Nusser

Nel 2010 il Comune ha affisso una targa che riporta una coraggiosa frase di Josef Mayr Nusser, a richiamo della via a lui dedicata sul retro dell’edificio. Josef Mayr Nusser (Bolzano, 27 dicembre 1910 – Erlangen, 24 febbraio 1945) nel 1934 divenne dirigente dell’Azione Cattolica della parte tedesca della diocesi di Trento, della quale faceva allora parte Bolzano. Entrò clandestinamente a far parte del movimento antifascista e antinazista di lingua tedesca “Andreas Hofer Bund” (Lega Andreas Hofer), fondato nel 1939, nel periodo delle opzioni e costituito dai cosiddetti “Dableiber” cioè dai sudtirolesi di madre lingua tedesca e ladina che avevano deciso di rimanere in Alto Adige resistendo all'italianizzazione forzata, anziché di emigrare nei territori del Terzo Reich come invece avrebbe voluto la maggioranza. Richiamato alle armi nel 1944 nel corpo delle SS in una caserma di Konitz in Prussia occidentale (oggi Polonia), Josef Mayr Nusser alla fine del periodo di addestramento militare, coerentemente con la propria coscienza, si rifiutò di giurare fedeltà a Hitler. Fu perciò processato, giudicato colpevole di tradimento e condannato alla deportazione nel Lager di Dachau, dove però non giunse: morì di stenti a Erlangen, sul vagone merci che lo stava trasportando nel Lager bavarese. La sua salma fu traslata nel 1958 e riposa ora nella chiesa di S. Giuseppe a Stella di Renon. È stato beatificato il 18 marzo 2017.

Sentiero tematico: https://www.josef-mayr-nusser.it/it/sentiero-tematico/

Monumento alla Vittoria

Nel febbraio del 1926 il governo fascista decise di realizzare un monumento in onore di Cesare Battisti, Damiano Chiesa e Fabio Filzi, martiri dell’Irredentismo nel luogo in cui nel 1917, era stata avviata la costruzione di un monumento ai Kaiserjäger (corpo dell’esercito imperiale austriaco), progetto abbandonato dopo la Prima guerra mondiale. Il monumento, su progetto dell’architetto Marcello Piacentini, fu inaugurato da re Vittorio Emanuele III nel 1928, due anni dopo la posa della prima pietra. Esemplato sugli archi di trionfo romani, poggia su 14 colonne a forma di fasci littori. Il rilievo sul coronamento è opera di Arturo Dazzi e rappresenta la dea Vittoria, che sovrasta l’iscrizione “Hic patriae fines siste signa. Hinc ceteros excoluimus lingua legibus artibus”. All’interno si trova un altare con la statua di Cristo risorto, opera di Libero Andreotti; lateralmente sono posti i busti marmorei di Battisti, Filzi e Chiesa, eseguiti dallo scultore milanese Adolfo Wildt. Sotto al monumento si trova la cripta, affrescata dal pittore veneziano Guido Cadorin in cui sono raffigurate due immagini femminili: la Custode della Storia e la Custode della Vittoria.

Complesso residenziale in Via Armando Diaz

Nelle immediate vicinanze del Comando d’Armata, in via Diaz (civici 7-31), alla metà degli anni Venti sorse uno dei primi quartieri residenziali della “Città di Druso”: il Rione Battisti. Il complesso residenziale fu progettato – su incarico della “Cooperativa impiegati statali e comunali” – dagli architetti Clemens Holzmeister e Luis Trenker, quest’ultimo noto anche come alpinista e regista cinematografico. La struttura a quattro piani affacciata su via Armando Diaz ricorda l’edilizia sociale viennese tipica degli anni Venti. Il lato interno del lotto residenziale (ben visibile da via Reginaldo Giuliani), caratterizzato da una fila di case a due piani con piccoli giardini, prende a modello le cosiddette città-giardino.

Vedi anche