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Arte in città: mostre da vedere

Museion, il museo d’arte moderna in piazza Piero Siena, ospita fino al 14 marzo 2027 RAMM:ELL:ZEE TIME:LINE, unica tappa italiana della prima grande retrospettiva europea dedicata a RAMMELLZEE (1960–2010) una delle figure più radicali e inclassificabili della cultura newyorkese degli anni Ottanta. Oltre 150 opere ricostruiscono l’universo di un artista che ha trasformato il linguaggio in materia, le lettere in forme combattenti e l’alfabeto in uno strumento di resistenza. Artista, teorico, scultore, performer e Master of Ceremonies, RAMMELLZEE attraversò la scena dei graffiti, dell’hip-hop e dell’arte contemporanea senza lasciarsi rinchiudere in nessuna di queste categorie. Nel 1979 formulò due teorie destinate a guidare il suo lavoro per oltre trent’anni: il Futurismo Gotico e il Panzerismo Iconoclasta. Il suo assunto era radicale: se il linguaggio è uno strumento di controllo, anche le lettere devono essere ripensate, deformate, liberate. È questa visione a guidare TIME:LINE, curata da Hugo Vitrani e Cédric Fauq, con l’exhibition design di Pascal Rodriguez.

Ed ancora, la città commemora quest'anno con una serie di eventi il suo sindaco più longevo, il dottor Julius Perathoner, scomparso il 17 aprile 1926. Il Museo Civico in collaborazione con l’Archivio storico della città e la Società del Museo – Museumsverein Bozen, espone oggetti, documenti e fotografie provenienti dalle proprie collezioni e da collezioni private, offrendo uno sguardo sulla sua vita e sul suo operato. Julius Perathoner fu “Bürgermeister“dal 1895 -anno della prima nomina - fino al 1922 quando il suo mandato venne revocato per regio decreto. Nato nel 1849 a Teodone, nei pressi di Brunico, dal 1872 esercitò la professione di avvocato a Bolzano e fece parte del consiglio comunale dal 1893. Il suo mandato fu caratterizzato da un’importante modernizzazione della città, vennero costruite tre scuole ancora esistenti, il nuovo municipio, il Museo Civico edificato tra il 1902 e il 1904 e il Teatro Civico, che purtroppo fu gravemente danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e successivamente abbattuto. Ma non solo, sua l’elettrificazione del centro cittadino, la realizzazione di due linee di tram per Gries e Bronzolo, e gli impianti di risalita del Colle - la prima funivia per il trasporto di persone al mondo – del Virgolo e del Renon. Anche la rete idrica per l’acqua potabile subì un forte sviluppo anche grazie alla fusione, nel 1911, di Bolzano con il comune di Dodiciville.

Alla Fondazione Antonio Dalle Nogare fino a tutto il 2028, è in corso la mostra Primary Structures / Multiple Systems. 60 Years of Minimalisms. Il progetto espositivo mira a celebrare e riconsiderare storicamente l'eredità del Minimalismo e la sua influenza sull'arte contemporanea attraverso una selezione di opere della Collezione sessant'anni dopo la storica mostra Primary Structures: Younger American and British Sculptors, tenutasi nel 1966 al Jewish Museum di New York. Curata da Kynaston McShine, la mostra del 1966 consacrò artisti del calibro di Donald Judd, Carl Andre, Dan Flavin, Robert Morris e Sol LeWitt, introducendo un nuovo concetto di scultura basato sulla riduzione formale, sulla serialità e sull'oggettività. Primary Structures / Multiple Systems analizza come questo alfabeto geometrico sia stato assorbito, trasformato e infine "compromesso" dalle generazioni successive di artisti, diventando così uno strumento per decifrare i complessi sistemi della realtà contemporanea. Il percorso espositivo si snoda attraverso diversi spazi, dal piano terra (inclusa la Black Box) al primo piano, e segue un itinerario che connette la dimensione pubblica a quella privata e riunisce artisti internazionali, tra cui Andrea Fraser, Fabio Mauri, Mario Garcia Torres, James Turrell e Nairy Baghramian. Il progetto amplia i confini del linguaggio minimalista attraverso pratiche che mettono in discussione le istituzioni, la memoria, l'identità, l'ecologia e i sistemi di potere, in un intreccio di luce, spazio, tempo e critica sociale.

Immagine: RAMM:ELL:ZEE TIME:LINE, Courtesy Mimmo Laera