Curiosità: tesori nascosti e perduti
25 Febbraio 2026
Curiosità: tesori nascosti e perduti
Che Bolzano sia una città che sorprende i visitatori, oltre che a volte i suoi stessi cittadini, è un fatto assodato. Spesso gli ospiti si stupiscono di trovare in questa città tra i monti, tanta storia e opere d’arte magari nascoste in qualche chiesa o convento, nei palazzi storici del centro o anche negli alberghi. All’abbattimento di un hotel avvenuto qualche anno fa per ristrutturare lo spazio urbano antistante la stazione, ad esempio, cittadini e ospiti si sono accorti che nel suo atrio si trovava un bassorilievo di Lucio Fontana, provvidenzialmente rimosso e battuto all’incanto, per qualche centinaio di migliaia di euro, in una prestigiosa casa d’aste internazionale.
Ma non è la sola opera d’arte per così dire nascosta, pochi sanno che in una cappella laterale della Chiesa dei Domenicani, nella piazza omonima, si trova una preziosa pala di Giovan Francesco Barbieri (1591 – 1666) detto il Guercino. Il pittore emiliano nato a Cento presso Ferrara e morto a Bologna, vanta opere custodite nei più prestigiosi musei del mondo. Per i frati Domenicani di Bolzano realizzò la Visione di Soriano, ossia la discesa miracolosa dell'effigie di San Domenico a Soriano Calabro, un tema rappresentato spesso nella storia dell’Ordine, che ritrae l'apparizione a un confratello del convento di Soriano Calabro della Vergine Maria con Maddalena e santa Caterina d’Alessandria.
Il Museo Civico della città ha una storia complessa, fin dalla sua costruzione avvenuta nel 1882, ha cambiato sede ed è stato più volte chiuso per ragioni belliche, per la ricostruzione della torre tra il 2003 e il 2006, ed ancora tra il 2024 e il 2025 per adeguamenti alle misure di sicurezza. Durante l’ultima chiusura si sono riordinate collezioni e recuperati spazi, anche se non ancora tutti i piani sono aperti al pubblico, dall’ottobre scorso il Museo ha riallacciato un filo di narrazione storica creando un percorso espositivo che contempla quattro aree tematiche: ritratti di famiglia, ritratti individuali, ritratti e autoritratti di artisti. Si tratta di una serie di ritratti di personaggi di rilievo per la storia della città alcuni dei quali mai esposti prima, perché recentemente restaurati o acquisiti da poco.
Ancora di ritratti tratta la mostra temporanea “Volti di mercanti” proposta dal Palazzo Mercantile fino al 3 ottobre prossimo. Realizzata grazie a prestiti di istituzioni pubbliche e soprattutto di collezionisti privati, la mostra si ripropone di presentare al pubblico i volti di quei mercanti che contribuirono a rendere ricca e importante la città di Bolzano tra Settecento e Ottocento. Questi dipinti, molti dei quali realizzati da grandi artisti dell’epoca come Carl Henrici, Martin Knoller, Giuseppe Tominz e Friedrich Wasmann, venivano esposti nelle case private dei committenti, nelle loro sedi aziendali o nei negozi. Sono ritratti di uomini in pose autoritarie con in mano corrispondenza, libri commerciali, oggetti del mestiere, spesso affiancati dalle mogli, componenti del nuovo ceto dell’aristocrazia mercantile. Sono opere uniche e originali che raccontano dell’epoca d’oro dei commerci a Bolzano e dell’evoluzione della società.
Immagine: Famiglia Menz-Gumer, Courtesy Museo Mercantile