Personaggio del Mese di Marzo: Judith Rottensteiner
25 Febbraio 2026
Personaggio del Mese di Marzo: Judith Rottensteiner
Da giovane impegnata negli studi di musica a Salisburgo, Judith Rottensteiner ricopre oggi il ruolo di responsabile vendite e marketing in una delle storiche aziende vinicole della città.
Signora Rottensteiner, come è stata possibile questa svolta nella sua vita?
Da giovane studentessa di musica e flautista - la mia passione è il flauto traverso - non avrei mai pensato di trovarmi, una ventina d’anni dopo, a gestire un reparto così importante per un’azienda vinicola. È successo però che proprio a Salisburgo ci sia stato l’incontro con colui che è poi diventato mio marito. Nonostante questo, rientrata a Bolzano, la mia vita professionale è proseguita con il lavoro da Alto Adige Marketing - Smg.
Come è accaduto quindi che la sua carriera abbia incontrato il mondo del vino?
È successo che, parallelamente, nella mia vita privata il rapporto con quel ragazzo conosciuto a Salisburgo sia proseguito. Alla sua famiglia appartiene una delle storiche cantine della città (Tenuta Hans Rottensteiner) e lui stesso lavorava già a tempo pieno nell’azienda di famiglia, occupandosi di tutto, dalla produzione alla vendita. Durante il nostro fidanzamento quindi, mi ha chiesto di accompagnarlo alle varie fiere del vino che si tengono in Italia e all’estero, nell’ambito delle quali, grazie alla mia esperienza nel settore della comunicazione e del marketing, il mio aiuto è risultato essere molto importante.
Ma il settore del vino l’appassionava fin dall’inizio?
Mi ci sono avvicinata piano piano, ho iniziato a interessarmi e a studiare tant’è che mi sono diplomata come sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier). Nel 2012 ci siamo sposati ed è stato naturale inserirmi e proseguire nell’attività di famiglia all’interno della quale mi occupo del settore della vendita, della promozione e marketing, mentre mio marito preferisce seguire tutti i processi di produzione in cantina. Oggi ricopro il mio ruolo a tempo pieno anche grazie all’aiuto di mia suocera, che ci dà un grande aiuto con i bambini nati nel frattempo.
Entrando nel merito della sua professione, com’è l’andamento attuale del mercato interno e dell’export per i vini altoatesini?
L’Alto Adige è considerata una zona d’eccellenza per i vini bianchi in Italia e all’estero. La città di Bolzano però si discosta da questa immagine di territorio votato ai vitigni bianchi perché è la culla dei rossi autoctoni Lagrein e Santa Maddalena, che sono la sua caratteristica. C’è quindi curiosità, è chiaro però che la concorrenza tra i vini rossi in Italia e all’estero è molto più agguerrita. Il mercato interno va molto bene, soprattutto quello locale perché, con il turismo che presenta dati così positivi, hotel e ristoranti sono un importante bacino di vendita. Ma anche all’estero il vino rosso altoatesino ha interessanti sbocchi di mercato.
Il suo lavoro di promozione è quindi a maggior ragione una sfida?
Si, ma riserva anche molte soddisfazioni. Siamo sempre presenti alle maggiori fiere europee ed esportiamo a livello europeo ma anche internazionale. La prossima settimana c’è un importante fiera a Parigi (WineParis), tra un mese la Prowein a Düsseldorf e il mese successivo Vinitaly, appuntamenti da non perdere ai quali saremo presenti.
Per quanto riguarda invece le rassegne locali, siete presenti alla Weinkost di marzo?
La Mostra dei Vini di Bolzano è uno degli eventi del vino più storici dell'Alto Adige. Come azienda bolzanina, ci fa sempre molto piacere essere presenti, quindi ovviamente participiamo anche quest'anno.
Che importanza ha per voi esserci e come ha visto svilupparsi questa storica manifestazione cittadina negli anni?
Si tratta di un evento importante per presentare le nostre nuove annate a un pubblico locale appassionato di vino. Originariamente aveva maggiore visibilità, ma sono fiduciosa che la Mostra dei Vini di Bolzano continuerà ad avere un posto importante nel panorama vinicolo altoatesino anche in futuro.
L’impegno per questo lavoro è quindi ormai totalizzante o riesce a riservare ancora un po' di spazio alla sua antica passione per la musica?
Certo, quando posso mi ritaglio sempre un po' di tempo per suonare e faccio ancora parte della Bürgerkapelle di Gries.
Immagine: Judith Rottensteiner, Courtesy Andergassen Druck